Ristrutturazione ecosostenibile: gli interventi di recupero delle acque piovane

Postata da

I sistemi di recupero delle acque piovane hanno un doppio vantaggio: contribuiscono a salvaguardare questa imprescindibile risorsa del nostro ecosistema e nel contempo ci permettono di ridurre sensibilmente i consumi idrici, beneficiando così di un considerevole risparmio anche ad un livello economico. Impariamo anche noi ad avvantaggiarci di una ristrutturazione ecosostenibile, scoprendo gli interventi di recupero delle acque meteoriche più diffusi.

Interventi di recupero delle acque piovane

La Hearst Tower è un recente edificio nel cuore stesso di Manhattam, realizzato su progetto di Norman Foster, che racchiude al suo interno un innovativo sistema di recupero delle acque meteoriche dal tetto posto a quota 182 metri per immagazzinarle in una cisterna sotterranea dalla capienza superiore ai 50.000 litri: le acque così raccolte vengono impiegate per alimentare il sistema di climatizzazione, che sovrintende l’intero edificio, e per irrigare le sue aree verdi, soddisfacendo oltre il 50% del fabbisogno idrico del complesso.hearst-tower

Senza azzardare i sofisticati meccanismi che sottendono il complesso sistema di recupero di Foster, anche in ambito famigliare è possibile adottare alcuni semplici accorgimenti, attraverso i quali le acque meteoriche vengano immagazzinate in appositi contenitori per essere conservate fino a sopraggiunta necessità d’utilizzo.

Il sistema di recupero più spartano è costituito dal semplice posizionamento di anfore o cisterne negli spazi all’aperto a disposizione, come il giardino, il terrazzo o un più modesto balcone, ovviamente di dimensioni tali da non risultare d’ostacolo per l’espletamento delle attività quotidiane: in caso di perturbazione atmosferica i nostri serbatoi accumuleranno un quantitativo di acqua pari alla loro apertura superficiale, che potremo utilizzare per innaffiare l’orto o le nostre piante in vaso.

Più impegnativi, ma anche considerevolmente più efficienti sono i sistemi di recupero delle acque piovane, che prevedono il convoglio della pioggia caduta sul tetto dell’edificio in appositi serbatoi di riserva (in superficie o sotto il livello del suolo) attraverso un sistema di condotti pluviali.

Sistemi di recupero delle acque meteoriche con convogli pluviali

Prima di procedere ad un intervento, finalizzato al recupero delle acque pluviali convogliate dalle grondaie e dai pluviali dell’edificio di proprietà, è opportuno verificare con un professionista la presenza di adeguati livelli di quota del tetto e di pendenza, tali da non impedire il corretto scorrimento dei fluidi: i diversi sistemi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche sono infatti regolamentati dalla norma UNI 10724, cui è necessario attenersi per non incorrere in sanzioni amministrative, e che regolamentano le sezioni di grondaie, pluviali e collettori in base ai dati climatologici e a quelli geometrici relativi al comune, ove è ubicato l’immobile.

Una volta espletata positivamente la verifica, si provvederà a posizionare una cisterna di raccolta nel luogo prescelto per il recupero delle acque, sia esso in superficie o sottoterra: nella scelta del serbatoio è importante verificarne la robustezza, generalmente garantita dall’impiego di materiali rinforzati in fibra di vetro che ne permettono l’installazione sotterranea anche in presenza di falde freatiche, e la presenza di un numero sufficiente di guarnizioni, tali da impedire la penetrazione di detriti al suo interno, che potrebbero contaminare l’acqua raccolta. Soprattutto in previsione di un impiego sotto il livello del suolo, sarà inoltre importante scegliere un serbatoio caratterizzato sulla base da un buon numero di costole rinforzate, che lo rendono più robusto e capace di durare a lungo, mentre pressoché tutti i modelli oggi in commercio sono dotati di troppo pieno per il deflusso dell’acqua eccedente la capacità contenitiva della cisterna stessa. In base alle necessità derivanti dalla sua ubicazione, si potrà infine optare per la scelta di un serbatoio calpestabile o persino carrabile.recupero-acqua-piovana

Le acque di grondaie e pluviali, generalmente smaltite nelle condutture fognarie delle cosiddette acque bianche, sono convogliate verso la cisterna di riserva attraverso l’inserimento di appositi pluviali, dotati di filtri per l’eliminazione del materiale in sospensione, che potrebbe contaminare l’acqua raccolta, nonché a lungo andare deteriorare l’intero impianto. Anche in questo caso è importante verificare la qualità delle tubature di raccordo installate, affinché garantiscano il corretto deflusso delle acque anche in caso di leggero dislivello del serbatoio di raccolta.

Per convogliare l’acqua immagazzinata negli impianti idraulici di consumo, i sistemi di raccolta delle acque meteoriche si completano con un gruppo di regolazione e pompaggio, che permette di indirizzare efficacemente le risorse idriche recuperate a quei servizi domestici che non necessitano di acqua potabile.

Impieghi delle acque meteoriche raccolte

Le acque recuperate attraverso i differenti sistemi di raccolta non possono essere impiegate a livello alimentare, poiché potenzialmente contaminate, ma vantano comunque una molteplicità di utilizzi, che permette di abbattere considerevolmente i consumi idrici di una famiglia, così da trasformare l’intervento di ristrutturazione ecosostenibile in un vero investimento non soltanto per la salute dell’ambiente, ma anche di tipo economico. Oltre che in ambito ortofrutticolo, dove vengono diffusamente impiegate per l’irrigazione di orto e giardino, garantendo per l’elevata presenza di sali minerali e l’assenza di cloro grandi benefici alle coltivazioni, le acque meteoriche trovano un largo impiego all’interno degli impianti di climatizzazione, dove possono essere efficacemente utilizzate come acqua di raffreddamento, e negli scarichi d’acqua dei W.C. Ristrutturazione-ecosostenibile-gli-interventi-di-recupero-delle-acque-piovaneServirsi di acque di raccolta per il proprio bucato o per lavare i piatti, anche in lavastoviglie, consente, data l’assenza di calcare, di ridurre l’impiego di detergenti, ancora una volta con un ritorno sia in termini di denaro che di salubrità.

Va infine ricordato come gli interventi di ristrutturazione finalizzati alla realizzazione di un impianto di recupero e/o riciclaggio delle acque piovane vengano incentivati da alcune amministrazioni pubbliche attraverso una serie di sgravi fiscali, le cui modalità di richiesta variano da comune a comune.

 

 

I commenti sono chiusi.