Ristrutturare il sottotetto e renderlo abitabile

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La necessità di ottenere maggior spazio fruibile all’interno dell’abitazione, per esigenze legate ad un nuovo incarico lavorativo o per concedere ai figli diventati grandi una camera indipendente, può richiedere un intervento di recupero del sottotetto, trasformandolo da mansarda in spazio abitabile. Vediamo quando ciò sia possibile e le soluzioni d’uso possibili.

Recupero sottotetti: quando è consentito

Recupero mansardaL’attuale normativa italiana prevede la possibilità di recuperare i sottotetti rendendoli abitabili pressoché in tutto il territorio nazionale, ma le specifiche del caso sono legate alle leggi ad hoc promulgate dalle distinte amministrazioni regionali, alcune delle quali hanno quindi delegato ai Comuni la stipula finale delle normative di riferimento, cui gli interessati alla ristrutturazione debbono attenersi.

Prima di procedere ad una sistemazione del sottotetto della propria abitazione è quindi fondamentale documentarsi sulla legge regionale di riferimento e considerare le disposizioni del Comune, in cui è ubicato lo stabile, specialmente se ricade nell’area di competenza di una specifica Comunità Montana: naturalmente, qualora ci si rivolga ad un ufficio tecnico, sarà compito del geometra incaricato procedere alle verifiche del caso.

Vi sono comunque delle condizioni di base uniformate, che si applicano su tutto il territorio nazionale, in base alle quali potremo valutare la praticabilità dell’intervento di ristrutturazione del sottotetto di nostro interesse.

Sono anzitutto da escludersi dalla riqualifica del sottotetto i fabbricati di nuova costruzione: generalmente la definizione fa riferimento ad edifici eretti dopo l’entrata in vigore delle norme comunali, che se ne occupano, anche se in casi specifici viene concessa la ristrutturazione di costruzioni già esistenti al momento dell’applicazione della normativa da parte dell’amministrazione interessata. Alcuni comuni inoltre, come quello di Milano, autorizzano l’applicazione dei regolamenti sulla riqualificazione del sottotetto anche in palazzine o case realizzate dopo la loro entrata in vigore, purché tra la concessione dell’agibilità dell’edificio e la richiesta di ristrutturazione siano passati almeno cinque anni.

La richiesta di recupero a fini abitativi del sottotetto può essere presentata esclusivamente in relazione a quei volumi, sovrastanti l’ultimo piano di un edificio e realizzati in armonia con i termini di legge, purché già costruiti: non vengono cioè ammessi alla ristrutturazione i sottotetti costituiti esclusivamente dagli intercapedini, poiché non raggiungono l’altezza minima di abitabilità, stabilità per i sottotetti come superiore a 220 cm (in Calabria e in Molise) o 240 (in tutte le altre regioni), fatta eccezione per le case di campagna, le cui altezze possono variare in relazione alle specifiche esigenze climatiche del luogo.

Se dunque si vuole intervenire su un sottotetto con altezze inferiori ai 2 metri, occorre anzitutto prevedere il suo adeguamento: pur distinte tra loro, le norme regionali tendono ad escludere la possibilità di sopraelevare un edificio, salvo non si possa avvantaggiarsi dei bonus volumetrici previsti dall’attuale Piano casa. Le regioni Lombardia, Liguria, Friuli Venezia-Giulia, Umbria, Lazio e Sardegna prevedono la modifica delle variazioni delle altezze di colmo e di gronda del fabbricato stesso con conseguente variazione della sua sagoma, purché questo non determini il superamento delle quote massime stabilite dalle norme urbanistiche relative alla zona di ubicazione, specialmente nel caso di complessi di particolare pregio storico, e la pendenza si mantenga sempre compresa tra i valori percentuali del 30 ed il 50.

Il recupero del sottotetto dev’essere destinato esclusivamente a funzione abitativa o, in alcuni casi (come Piemonte e Umbria) ricettiva, ma non commerciale o artigianale: a tal fine, deve risultare adeguatamente illuminato e arieggiato, con un rapporto tra superfici vetrate e pavimento pari ad almeno 1:16, in alcune regioni ulteriormente incrementato ad 1:8. Alcune regioni prevedono la possibilità di aprire nuove finestre, lucernari o terrazzi in falda per assicurare il rapporto illuminante previsto.

Progettare la ristrutturazione del sottotetto

Gli interventi di riqualifica del sottotetto a fini abitativi rientrano pienamente nella categoria della ristrutturazione edilizia e sono quindi assoggettati a SCIA ed alla corresponsione del contributo di costruzione per la superficie recuperata previsto dal Comune, ove è ubicato l’immobile, in genere equiparati agli oneri di urbanizzazione per nuova costruzione: per avviare il recupero è necessario presentare all’ufficio di competenza la pratica edilizia, sottoscritta da un professionista abilitato.

Una volta ottenuti i permessi per la riqualifica del sottotetto, gli interventi necessari alla sua agibilità variano a seconda della destinazione d’uso, cui si intende adibirlo: in base alla metratura disponibile il sottotetto può infatti risultare uno spazio abitato a se stante, come un piccolo appartamento indipendente, o essere usufruito come porzione dell’abitazione principale.

Recupero sottotettoNel primo caso sarà opportuno prevedere un’adeguata distribuzione degli spazi, riservando le zone più basse a causa dell’inclinazione del tetto ad ospitare complementi d’arredo e armadi a muro, librerie e scaffali bassi che sfruttano l’orizzontalità, o magari il divano o il letto, per il cui utilizzo non saranno necessarie particolari altezze. Sarà invece meglio adibita a zona giorno la parte centrale dell’appartamento, in prossimità del colmo del tetto, dove ci si potrà muovere liberamente grazie allo spazio disponibile anche in verticale.

Recuperare-il-sottotetto-e-renderlo-abitabileQualora il sottotetto risulti invece un’appendice della casa, se ne potranno ricavare delle stanze aggiuntive per gli eventuali ospiti, con una camera da letto e un bagno di servizio, o da adibire ad attività per il tempo libero, dove allestire una sala home-theatre, un’area giochi per i bambini, uno studio, una palestra o una biblioteca personale. In tutti i casi sarà opportuno dotare il sottotetto di un buon impianto di climatizzazione, che assicuri un comfort adeguato sia durante la stagione estiva, quando le aree del sottotetto tendono ad essere più calde rispetto agli altri ambienti dell’abitazione, sia d’inverno, allorché risultano invece più fredde.

 

 

 

 

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